Festival
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Altre info
Mittelfest 2026
Luogo
Quando
16.07.2026–26.07.2026
Ingresso
Carnet a 12 biglietti €156, carnet a 6 biglietti €84, carnet a 4 biglietti €60
Link
Mittelfest 2026: la paura come bussola, trentadue spettacoli da sedici Paesi a Cividale del Friuli.
Dal 16 al 26 luglio, venti prime assolute o nazionali con Alessandro Baricco, Laura Marinoni, Josef Nadj, Alessio Boni, Manuela Mandracchia e Alvia Reale.
È la paura il tema della XXXV edizione di Mittelfest, festival internazionale di teatro, musica, danza e circo con sede a Cividale del Friuli, diretto da Giacomo Pedini. Undici giorni di programmazione, dal 16 al 26 luglio, con 32 progetti artistici provenienti da 16 Paesi, tra cui 20 prime assolute o nazionali: teatro, musica, danza e circo si intrecciano esplorando gli abissi nascosti dietro il quotidiano, le storie sepolte sotto la superficie di eventi che non possiamo guidare.
Il festival apre il 16 luglio alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti con Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, prima assoluta firmata da Fabio Condemi con Cristian La Rosa, su drammaturgia di Federico Bellini: una riflessione sulla natura umana e sulla possibilità di dividere il bene dal male (repliche il 17 e il 18 luglio).
Il 17 luglio alla Chiesa di San Francesco Hold your horses dei De Dansers dai Paesi Bassi è un concerto danzato per sei interpreti e musica dal vivo sul desiderio di aggrapparsi a qualcosa in un mondo sempre più imprevedibile. In Piazza Duomo, alle 21.30, From fear to light: Vasko Vassilev, primo violino della Royal Opera House di Londra, e i Covent Garden Soloists Quintet attraversano barocco, romanticismo e tango in un repertorio che supera i confini di genere.
Il 18 luglio al Teatro Ristori, debutta in prima assoluta Bébi. Il primo amore, tratto dal romanzo di Sándor Márai con Andrea Bosca per la regia di Giacomo Pedini (coproduzione Mittelfest – Bam Teatro): un professore di mezza età, due allievi, un crescendo di desideri ambigui e proibiti. In Piazza Duomo, ad ingresso gratuito, Mozzafiato! di Sophie Zoletnik e Lennart Paar, in cui due circensi trasformano il ritmo del respiro in movimento e la paura in fiducia, sotto una cupola geodetica.
Il 19 luglio al Teatro Ristori va in scena Chi perdona (Under the shade of a tree I sat and wept) di Jeton e Blerta Neziraj, prima assoluta e coproduzione internazionale tra sette Paesi (Kosovo, Sudafrica, Macedonia del Nord, Italia, Portogallo, Norvegia, Francia): uno spettacolo che apre una riflessione sul perdono come mezzo di guarigione sociale, a partire dai forum di riconciliazione degli anni Novanta. In Piazza Duomo, in prima nazionale, Lumen dei Dagadana, concerto fusion di musica polacca e ucraina con ritmi etnici, pop e canzoni rituali slave.
Il 20 luglio l’evento di punta della settimana: nelle Cantine Zorzettig, Alessandro Baricco porta Una Traviata da cortile, rivisitazione popolare della Traviata di Verdi scritta e interpretata dallo stesso Baricco, con seguito di assaggi enogastronomici friulani.
Il 21 luglio alla Chiesa di San Francesco Façade, intrattenimento in musica del Conservatorio Statale Jacopo Tomadini di Udine. Al Teatro Ristori, alle 21.30, prima nazionale di Dialogues in the dream: Josef Nadj torna a Mittelfest con la sua nuova creazione, in cui danza, musica e performance si fondono con le ispirazioni del maestro zen Musō e del poeta ungherese Dezső Tandori, su musiche di John Cage.
Il 22 luglio arriva dalla Croazia Son, mother and father sit at a table in silence, prima nazionale di Ivor Martinć e Aleksandar Švabić del ZKM Theatre: davanti all’imminenza di una catastrofe, una famiglia analizza se stessa attraverso dialoghi intensi e insieme ferocemente comici. In Piazza Duomo la serata si chiude con Prikezhia degli ungheresi Romano Drom, prima nazionale dei gipsy-valacchi della Mitteleuropa.
Il 23 luglio è giornata di prime assolute. Alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti Una madre coraggio, riscrittura da Brecht di Michele Santeramo in monologo per Laura Marinoni, diretta da Gianluca Barbadori (replica il 24 luglio). Alla Chiesa di San Francesco La caccia: il violoncellista Jorge Jiménez e il pianista Matteo Bevilacqua si rincorrono su Beethoven e Mendelssohn mentre i loro stati emotivi, rilevati da un caschetto neurale, si trasformano in arte visiva, con i monologhi di Roberto Mercadini. Al Teatro Ristori Coppélia, un ballet mécanique della Compagnia Blucinque, per la regia di Caterina Mochi Sismondi, ispirata al film cubista di Fernénd Léger del 1924.
Il 24 luglio alla Chiesa di San Francesco, in anteprima, La strage di Vergarolla del Teatro Rossetti – Stabile del Friuli Venezia Giulia: Paolo Valerio e lo storico Davide Rossi riportano in scena l’esplosione del 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Pola, che causò quasi cento vittime civili, rimasta a lungo tra le pagine più rimosse del Novecento italiano. In Piazza Duomo Il demoniaco: la FVG Orchestra con il pianista Gabriele Strata e il violinista Christian Sebastianutto attraversa Liszt, Tartini e Strauss in un viaggio nel lato oscuro della musica classica.
Il 25 luglio alla Chiesa di San Francesco Fos, prima assoluta della cantante greca pluripremiata Erini, testimonianza musicale dell’esodo greco dall’Asia Minore del 1923. Al Chapiteau al Belvedere (con replica il 26) Symbiosis di Kolja Huneck e Luuk Brantjes, grande produzione internazionale dove sogno e realtà si mescolano in un dialogo tra corpi, oggetti e spazio. Al Teatro Ristori Best regards di Marco D’Agostin, tributo laico e pop al danzatore e coreografo Nigel Charnock, scomparso nel 2012. La serata si chiude al Teatro Verdi di Gorizia con Era di maggio, prima assoluta: le tradizioni popolari friulane sull’“Orcolat” e la memoria del terremoto del 1976 in una scrittura di Flavio Santi con l’Orchestra La Corelli, con Alessio Boni come voce narrante.
L’ultimo giorno del festival, domenica 26 luglio, inizia alle 12.30 con Disorienti: il violino di Anaïs Drago e l’oud di Peppe Frana in un percorso originale tra tradizione asiatica e jazz. Al Teatro Ristori alle 16.30 va in scena John e Joe di Ágota Kristóf con Manuela Mandracchia e Alvia Reale: due donne ai margini di una società spietata, l’amicizia messa alla prova da un biglietto della lotteria, tra claustrofobia e comicità. Alla Chiesa di San Francesco alle 19.30, prima assoluta 8. otto archi otto corpi di Arearea e Fondazione Bon: otto violoncelli a formare un ottagono, otto danzatori al centro, su musiche di Michael Gordon. Il festival si chiude in Piazza Duomo con Esploratori o geografi?, produzione di 5th Element con la collaborazione di Mittelfest e Ravenna Festival: partendo dal Piccolo Principe di Saint-Exupéry, Alex Bellini e Luca Lagash, con i Marlene Kuntz e l’intelligenza artificiale, esplorano diverse prospettive di percezione della realtà.