Mostra
( Torna a Mostre in provincia Pordenone )
Altre info
Caterina Gobbi - Raccontami di quando tornando dalla fontana
In occasione della settima edizione di Una Boccata d’Arte, progetto d’arte contemporanea diffuso lungo tutta la Penisola e ideato da Fondazione Elpis, è il borgo di Andreis ad accogliere un intervento inedito per il Friuli Venezia Giulia.
In occasione della settima edizione di Una Boccata d’Arte, progetto d’arte contemporanea diffuso lungo tutta la Penisola, ideato da Fondazione Elpis, è il borgo di Andreis (PN) ad accogliere un intervento inedito per il Friuli Venezia Giulia. Firmato da Caterina Gobbi (Svizzera, 1988) e curato da Marta Oliva, il progetto si intitola Raccontami di quando / tornando dalla fontana ed è visibile al pubblico a partire da sabato 20 giugno, alle ore 17.00.
Il progetto di Caterina Gobbi prende forma a partire dall’osservazione del paesaggio di Andreis, inteso come un intreccio di dimensioni naturali, geologiche e culturali. Segnato dalla faglia periadriatica e dalla presenza del centro avifaunistico, il territorio si configura come uno spazio di relazione continua tra umano e animale, attraversato da pratiche e narrazioni che ne amplificano la dimensione metamorfica. L’intervento indaga la permeabilità di questi confini, restituendo l’immagine di un paesaggio vivo e in trasformazione.
Il progetto si articola in due sculture diffuse: la prima in vetrofusione, agisce come un dispositivo ottico che filtra e stratifica la percezione del paesaggio; la seconda, realizzata in neon, restituisce alcuni versi del poeta locale Federico Tavan nello spazio della Chiesetta di San Daniele.
A queste si affianca una componente sonora, ideata appositamente per l'inaugurazione del 20 giugno insieme alla sound artist e compositrice Sara Persico. L'esperienza è introdotta da una passeggiata guidata da Luca Boffi, che accompagna il pubblico fino alla Chiesetta di San Daniele, preparando l'ascolto della performance inaugurale. Il lavoro sonoro rielabora i richiami e i comportamenti comunicativi dei rapaci, trasformandoli in un gesto di ascolto e di cura idealmente rivolto ai rapaci feriti ospitati nel centro avifaunistico.
Spiega l’artista: «Andreis è un sistema dinamico di relazioni, in cui gli abitanti sono in dialogo costante con il paesaggio. L’opera segue questi intrecci e ne fa emergere la stratificazione umana, animale e geologica come un unico tessuto di relazioni.»