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D’estati d’estasi bellezza destati
Tre diverse percezioni di Barcola, accomunate da un elemento: provengono tutte da sguardi esterni alla città. Le fotografie di Andrea Arduini, Erin McKinney e Tommaso Vaccarezza offrono una nuova prospettiva su un luogo profondamente familiare e caro ai triestini, facendo emergere dettagli, gesti e atmosfere che l’abitudine tende a rendere invisibili.
Dopo la pausa estiva, l’Associazione 18:18 - Art across borders riprende la propria attività con una nuova mostra fotografica dedicata a Barcola, che con il suo lungomare, la pineta e i caratteristici Topolini è uno dei luoghi più amati, frequentati e iconici di Trieste. D’estati d’estasi bellezza destati inaugura venerdì 4 settembre alle ore 18:18, presso la sede dell’associazione in via Frausin 3/b, e sarà visitabile fino al 2 ottobre.
Il titolo prende in prestito una frase impressa con uno stencil su uno degli scogli del lungomare: “D’estati d’estasi bellezza destati”. Un intervento anonimo che la mostra trasforma nel proprio punto di partenza: un invito a riscoprire la bellezza nei momenti più ordinari di Barcola.
L’esposizione presenta tre diverse interpretazioni di Barcola, restituendo attraverso altrettanti sguardi fotografici tre modi distinti di osservare e raccontare lo stesso luogo. Le fotografie di Andrea Arduini (Udine), Erin McKinney (Stati Uniti) e Tommaso Vaccarezza (Genova) permettono infatti di osservare da una nuova prospettiva un luogo profondamente familiare ai triestini. La provenienza dei tre fotografi è un elemento centrale del progetto. La mostra nasce infatti dall’idea di raccontare Barcola attraverso tre sguardi non nativi, capaci di cogliere aspetti che, per chi frequenta abitualmente il lungomare, possono passare inosservati.
Per diversi mesi all’anno Barcola assume una funzione particolare nella vita di Trieste, diventando, più che una spiaggia nel senso tradizionale del termine, uno spazio pubblico che viene continuamente occupato e trasformato. Le fotografie mettono in evidenza proprio questa dimensione, alternando osservazione del paesaggio, attenzione ai corpi e racconto della relazione tra persone e mare.
D’estati d’estasi bellezza destati invita quindi a osservare Barcola con occhi nuovi, cercando di mostrare ciò che accade quotidianamente lungo questo tratto di costa e che, proprio perché così familiare, può diventare difficile da notare.