Mostra
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Altre info
Impressioni di settembre ED. II
Luogo
Quando
05.09.2026–01.11.2026
Ingresso
gratuito
Orario
da martedì a giovedì dalle 10.00 alle 13.00
da venerdì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00
“Impressioni di settembre”, un progetto che prosegue e approfondisce il percorso di valorizzazione del patrimonio artistico custodito dalla Pro Spilimbergo, offrendo alla comunità e ai visitatori una nuova occasione di scoperta e di riflessione sulla storia culturale della nostra città.
Se la prima edizione aveva riportato l'attenzione sulla straordinaria stagione dei premi di pittura e delle manifestazioni artistiche che animarono Spilimbergo negli anni Cinquanta e Sessanta, questo nuovo capitolo amplia lo sguardo verso un fenomeno ancora più ampio e significativo: la nascita di una vera comunità artistica che, tra gli anni Settanta e Novanta, contribuì a fare della nostra città uno dei più vivaci centri regionali dell'arte contemporanea.
Le opere raccolte nel fondo della Pro Spilimbergo non costituiscono soltanto una preziosa quadreria. Esse raccontano una storia di relazioni umane, di amicizie, di passioni culturali e di una straordinaria capacità di fare comunità attraverso l'arte. Un patrimonio cresciuto nel tempo grazie a premi, mostre, acquisizioni, donazioni e soprattutto attraverso quella rete di rapporti costruita attorno alla Galleria Alla Torre e al Gruppo dei Giovani Pittori Spilimberghesi, che seppero trasformare Spilimbergo in un luogo di confronto aperto tra artisti, intellettuali e cittadini.
Come evidenziano gli studi dei professori William Cortes Casarrubios e Serenella Todesco dell'Università degli Studi di Udine, la vicenda artistica spilimberghese rappresenta un caso esemplare nella storia culturale del Friuli contemporaneo. Qui la dimensione periferica non fu vissuta come limite, ma come occasione per costruire un laboratorio creativo originale, capace di dialogare con le principali esperienze artistiche nazionali mantenendo al tempo stesso un forte radicamento nel territorio e nella comunità locale.
L'esposizione restituisce questa ricchezza attraverso un percorso che intreccia dipinti, opere grafiche, documenti, fotografie e contenuti multimediali, permettendo di seguire le vicende degli artisti e di comprendere come il paesaggio, l'architettura urbana, la memoria storica e le nuove sperimentazioni figurative abbiano costituito nel tempo altrettanti strumenti di interpretazione dell'identità friulana. Il territorio non appare soltanto come soggetto della rappresentazione artistica, ma come luogo di elaborazione culturale, capace di generare linguaggi, sensibilità e visioni differenti.
Particolarmente preziose risultano le testimonianze di Cesare Serafino e Antonio Crivellari, che hanno saputo restituire il clima di entusiasmo, partecipazione e passione che caratterizzava la vita culturale cittadina negli anni Settanta e Ottanta. Attraverso i loro ricordi riaffiorano l'energia di una generazione di giovani artisti e operatori culturali che seppero costruire occasioni di incontro, promuovere mostre, favorire il dialogo tra esperienze diverse e consolidare il ruolo di Spilimbergo quale autentica capitale regionale dell'arte contemporanea. Una stagione irripetibile, ma ancora oggi capace di trasmettere insegnamenti preziosi sul valore della cultura come strumento di crescita civile e coesione sociale.
Questa mostra rappresenta inoltre un importante traguardo nel percorso di studio, catalogazione e valorizzazione della collezione della Pro Spilimbergo, realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Udine. Un lavoro che ha consentito di riconoscere sempre più chiaramente il valore pubblico di questa raccolta e il suo significato per la memoria collettiva della nostra comunità.
La filosofia che ispira "Impressioni di settembre" guarda oltre il tradizionale concetto di esposizione. La mostra diventa infatti il punto di partenza per nuove attività culturali, educative e turistiche, capaci di coinvolgere pubblici differenti e di rafforzare il legame tra patrimonio culturale e sviluppo del territorio. In questa prospettiva la cultura si conferma non soltanto custode della memoria, ma anche risorsa viva per il presente e per il futuro della città.