Mostra
( Torna a Mostre in provincia Udine )
Altre info
Marco Petrus Vitale Petrus 2026 1976
Luogo
Quando
14.11.2026–23.12.2026
Ingresso
gratuito
Link
Orario
da mercoledì a venerdì dalle 17:00 alle 19:00
A LoStudiolo di Udine un dialogo tra gli acquerelli realizzati da Vitale Petrus dopo il terremoto del 1976 e i dipinti di Marco Petrus.
LoStudiolo presenta, dal 14 novembre al 23 dicembre 2026, la mostra Marco Petrus Vitale Petrus 2026 1976. L’esposizione riporta a Udine l’opera di Vitale Petrus attraverso una selezione di acquerelli realizzati dopo il terremoto del 1976 e li mette in relazione con piccoli dipinti di Marco Petrus. L’apertura al pubblico è in programma sabato 14 novembre, dalle 17 alle 20, negli spazi di via Mercatovecchio 28.
Il progetto nasce dallo specchiamento tra le opere del padre e quelle del figlio. Accanto a ciascun acquerello di Vitale Petrus, Marco Petrus colloca un proprio dipinto, riprendendo e trasformando composizioni e tonalità attraverso inversioni e ribaltamenti. Il confronto non ricostruisce il passato in forma documentaria: attiva nel presente le immagini e i segni lasciati dall’opera di Vitale.
Gli acquerelli del 1976
Vitale Petrus elaborò gli acquerelli a partire anche da fotografie delle macerie pubblicate su riviste. Sebbene possano apparire come annotazioni documentarie, i fogli erano studi preparatori per un progetto più ampio che, insieme a numerosi disegni, avrebbe dovuto culminare in un grande telero. Il percorso rimase incompiuto per la morte dell’artista nel 1984.
Nelle opere affiorano riferimenti alla storia dell’arte e alla cultura visiva che caratterizzano la ricerca di Vitale Petrus: dalle suggestioni dei disegni di guerra di Graham Sutherland e di alcune opere di Füssli alle allusioni alla Zattera della Medusa di Géricault e alla xilografia di Hokusai. L’apparizione del monte Hōei.
Il tempo e la memoria
La riflessione che accompagna la mostra prende avvio da Rovine e macerie di Marc Augé e dalla distinzione tra le rovine, che conservano tracce del passato e rendono percepibile un tempo profondo, e le macerie prodotte dalla distruzione contemporanea, prive del tempo necessario per diventare memoria. In questa prospettiva, l’arte trattiene il tempo nel momento in cui l’esperienza si trasforma in immagine.
“A fianco di ogni acquerello accosto dei miei piccoli dipinti, riprendendo, invertendo, ribaltando composizione e tonalità. [...] Compio un’azione pittorica viva” spiega Marco Petrus nel testo che accompagna il progetto.
Lo specchiamento tra gli acquerelli del padre e i dipinti del figlio richiama la figura di Enea che salva Anchise e la trasforma in una metafora della trasmissione della memoria. Le opere costruiscono così una relazione tra due tempi, il 1976 e il 2026, e tra due percorsi artistici uniti da un’eredità familiare e pittorica.