Mostra
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Altre info
Peripheral Memories
Luogo
Quando
06.06.2026–31.08.2026
Ingresso
gratuito
Link
Orario
da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
Peripheral Memories giunge alla sua ottava edizione, consolidando un percorso iniziato otto anni fa con l’obiettivo di favorire la contaminazione tra produzione culturale, tessuto manifatturiero e comunità locali del Friuli-Venezia Giulia.
Peripheral Memories è un progetto nato otto anni fa, con l’obiettivo di favorire la contaminazione tra addetti della produzione culturale, sostrato industriale/manifatturiero e comunità locali in FVG, al fine di creare atmosfere e “nidi” creativi che valorizzino il territorio e la sua storia tramite il ricorso a pratiche artistiche co-produttive.
Nelle sue otto edizioni, il progetto ha coinvolto circa 20 artiste e artisti contemporanei, e altrettante aziende di produzione, muovendosi in diverse città e territori della regione. Durante le residenze, le artiste e gli artisti si immergono nella vita quotidiana delle fabbriche, osservano i processi produttivi, dialogano con lavoratrici e lavoratori, esplorano luoghi di archeologia industriale: da questo confronto diretto nascono opere site-specific che traducono visivamente e simbolicamente l’esperienza vissuta.
Il ruolo dell’essere umano in ambito produttivo si trova oggi in una posizione di transizione storica tra la persistenza di modelli tradizionali, come le catene di montaggio fordiste, e l’avvento delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Le catene di montaggio, emblema di un’epoca industriale fondata sull’efficienza, stanno lasciando spazio a sistemi sempre più automatizzati e intelligenti, capaci di apprendere, ottimizzare e persino creare.
In questo contesto, l’essere umano è spesso visto come un ingranaggio del sistema, vincolato a mansioni routinarie che riducono drasticamente la sua capacità creativa e autonoma. Dall’altra parte, l’intelligenza artificiale introduce un nuovo paradosso: da un lato le macchine possono sostituire gli esseri umani prendendo decisioni basate su grandi volumi di dati, dall’altro aprono uno spazio inedito per interrogarsi sul valore del lavoro, del pensiero e della creatività umana.
Come può allora l’arte bilanciare l’efficienza tecnologica con la valorizzazione delle capacità antropiche, rendendo le aziende non solo luoghi di produzione, ma anche di espressione del potenziale umano?
È qui che il legno, materia antica e viva, diventa terreno privilegiato di questa ricerca, accogliendo pratiche artistiche che ne esplorano le qualità fisiche e simboliche e che contribuiscono a rileggere il patrimonio industriale e naturale della regione.
Nel legno, la mano che lavora non è mai neutra: porta con sé tempo, esperienza, errore, intuizione e cura.
Marta Azparren (artista multidisciplinare di Barcellona) e Guido Mitidieri (land artist fiorentino) sono protagonisti di un progetto di residenza che ha cercato risposte “da cima a valle” nella filiera produttiva INTRODUPERIPHERAL MEMORIES 2 del legno. Se Guido Mitidieri ha cercato le risposte sul ruolo dell’umano nelle aziende forestali della nostra regione, in particolare entrando in contatto con quelle che interagiscono con il paesaggio carsico, Marta Azparren ha elaborato una riflessione sul gesto a contatto con aziende del settore legno arredo.
Se Mitidieri e Azparren si muovono lungo la filiera fisica del legno — dal paesaggio carsico alla manifattura dell’arredo — Yilin Zhu e Nemanja Milenković ne esplorano le risonanze immateriali. Zhu, attraverso la sound art generativa, trasforma i rumori ambientali e industriali di questo percorso in un’architettura sonora viva, dove l’IA diventa lo strumento per restituire dignità e ritmo ai gesti dei lavoratori. Parallelamente, Milenković interroga i confini di questa stessa filiera, portando lo sguardo sulla fragilità delle risorse e sul rapporto tra uomo e natura: la sua opera, realizzata sulle tracce della presenza boschiva post-emergenziale nel territorio di Erto e Casso, ci ricorda che ogni processo produttivo porta con sé una responsabilità verso il vivente.
La mostra si svolge presso Foresta in città, uno spazio dal nome simbolico. L’esposizione incornicia i lavori artistici creati come nuove prospettive sul tema dell’umano al lavoro negli anni ’20 del nostro secolo