Mostra
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Altre info
XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio
Luogo
Quando
01.08.2026–31.12.2026
Ingresso
gratuito
Link
Orario
agosto: da mercoledì al domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:30
settembre: da mercoledì a domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:30
da ottobre a dicembre: su appuntamento per gruppi e scuole
Altre info
chiuso a ferragosto
“XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, la nuova mostra collettiva di Dolomiti Contemporanee al Nuovo Spazio di Casso al Vajont.
La mostra vede la presenza di 51 artisti, italiani e stranieri. Molti di loro hanno realizzato le opere per questa collettiva attraverso periodi in Residenza a Casso, tra la Canonica e Altri Spazi, e questo è significativo.
Due i nuclei tematici preponderanti: la Xiloteca di Eugenio Trevisan, biblioteca di botanica forestale già proprietà dell’Università degli Studi di Padova, è l’elemento di spunto. Su questa collezione ingente, Dolomiti Contemporanee e il Dip. Tesaf Unipd hanno avviato, nel 2025, un progetto di valorizzazione in partnership, Xilogenesi, avviando un dialogo tra arte contemporanea e scienza, che prosegue anche qui.
Xilogenesi è dunque la matrice prima parte di XILOMONSTERS, che ha espanso la ricerca e il lavoro in altre direzioni.
La collezione di “libri in legno” di E. Trevisan è ospitata, e visitabile tramite appuntamento (vedi info in calce), presso la sede del Tesaf a San Vito di Cadore (BL), ovvero il Centro Studi per l’Ambiente Alpino Lucio Susmel, diretto dal prof. Tommaso Anfodillo. Al Centro sono allestite anche alcune delle opere d’arte contemporanea realizzate per questo progetto.
Il cuore di XILOMONSTERS è allestito al Nuovo Spazio di Casso, con oltre un centinaio di opere esposte, pittura, disegno, installazione, video, fotografia, libri d’artista.
XILOMONSTERS Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio - prodigi e moniti, legni pensanti, tronchi: encefalici
Quest'altra mostra è costruita su due nuclei tematici principali.
1) Xilogenesi; 2) la mostrificazione del paesaggio.
Il primo tema ci porta all’interno di un progetto esemplare, condotto con l’obiettivo di valorizzare e accrescere uno specifico oggetto significativo della storia e della cultura alpina, nello specifico, connesso alla foresta e al suo studio.
Il secondo invece è un tema critico, che cavalchiamo da molti tempo senza farne mai un hobbyhorse (Sterne), indispensabile e utile anche a mitigare la bontà del primo, per non concedere a nessuno l’impressione, illusoria e fallace, che i buoni casi siano sufficienti a difendere il cosiddetto, probabilissimo patrimonio, nella sua dislocazione generale, ovvero nella sua rappresentazione terrestre, da parte dell'uomo stesso, che è un santo, un cercatore, un catturatore e lucidatore di universali, un artista, uno scienziato, un educatore, certo: quando non si manifesta invece come un ignorante proditorio, un ladro, un deturpatore, un depauperatore.
In alcuni casi ed opere qui, i due nuclei tematici si toccano, dando luogo, come placche tettoniche, a sormonti e subduzioni, modellando ibridazioni sorprendenti, monde d’ingenuità, monstruose, con ciò intendendo non paghe, non ordinarie, poste ad un’altra scala (del valore), speciali quindi, certamente, come ogni pensiero bene architettato che erode certezza, e sensazionale, senza spettacolosità.
Ogni mostra (dc) è dunque un’arena, popolata di mostri terribili e spaventosi, ovvero salvi dalla ripetitiva propagazione del nulla, dell'abiezione accidiosa e nullificante, vivaddio, finalmente. Se non ti va c’è macarena.